mercoledì 9 gennaio 2013

Le domande importanti. I due papà

Ci sono dei momenti in cui devi fermarti.
L'ho appreso indirettamente, vedendo come Elena ha cresciuto i suoi tre splendidi figli, nati dal 1990 al 1999.
Ci sono momenti in cui, salvo aerei in partenza, questioni urgenti e gravissime, devi abbandonare quello che stai facendo.
Quando quei due occhietti ti guardano e ti dicono, o ti fanno capire, di avere una cosa importante da chiederti.
Stop.

Modalità "spazio sacro" del tappetino yoga. Chiudere tutto fuori e ascoltare.
Di solito è facile: la domanda importante arriva sempre nel momento della nanna, nel lettino, prima di cedere al sonno.
Stamani no: in bagno, con la mamma come al solito in ritardo, un treno già perso, in lotta per prendere il secondo.
Ma non conta.

"Mamma devo chiederti una cosa, ma da sole"
Cacciare il babbo dal bagno, farlo arrabbiare perché dovrà essere anche lui a correre per portare la bimba alla materna.
Ma non conta.
Stop.

"Mamma, ma come fanno due babbi ad avere un bambino (se non c'è l'ovino)?"

venerdì 28 dicembre 2012

Le agende delle donne (e quella di Monti)

Caro Monti,
queste sono le agende mia e di Valentina.
E' una sorta di tradizione la nostra: ogni dicembre ce la compriamo uguale, così, ovviamente, almeno un paio di volte all'anno le scambiamo e ci ridiamo su.
E' stata Valentina ad inaugurare questo rito: lei aveva appena finito un dottorato con borsa lavorando e scrivendo la tesi di notte, io dovevo concluderlo. Lavorando, anche se un po' meno, ma cercando di conciliare il tutto con una figlia.
Due storie simili, tragicomiche a volte, ma con l'accento sempre sulla seconda parte della parola.

Sa che sfogliando le nostre vecchie moleskine potrebbe avere qualche utile suggerimento?
Provo a spiegarmi.

martedì 11 dicembre 2012

Congedi fantasma (Elsa ce li ha dati, ma l'Inps non lo sa)

Da più di un anno ho una fissa: perché i liberi professionisti iscritti alla gestione separata inps, a fronte dello stesso contributo previdenziale dei collaboratori a progetto, non hanno diritto ai congedi parentali?
Ogni volta che ho scritto qualcosa sull'argomento ho pedissequamente controllato sul sito inps, nella vana speranza fosse cambiato qualcosa. E ogni volta, la stessa dicitura "non hanno diritto".

E invece non è così.


venerdì 7 dicembre 2012

Il mio lavoro



Daniela, ricercatrice sociale


Il 48,2% delle studentesse delle scuole superiori di Prato ha avuto un rapporto sessuale completo.

Le operatrici dei centri antiviolenza toscani hanno un livello di istruzione più elevato di quello degli operatori dei servizi sociosanitari intervistati nell’analisi del Cesvot

Un terzo degli studenti che hanno frequentato uno stage con i Fondi PON Istruzione  ha ricevuto dall’azienda una proposta di lavoro

Nel 2007 le interruzioni volontarie di gravidanza effettuate nella Asl di Prato sono state 650

Il 32% degli intervistati negli ultimi tre anni ha subito almeno un tentativo di reato tra quelli indagati

Il mio lavoro consiste nello studiare fenomeni sociali. Analizzare numeri, trovare relazioni, trasformare storie in chiavi di lettura.

martedì 4 dicembre 2012

Proviamo con Babbo Natale

Io continuo con il mio chiodo fisso.

Negli ultimi giorni ci sono state un paio di buone notizie: l'idea del  bonus baby sitter (in cambio dei congedi) e, oggi, quella del congedo fino agli 8 anni.
Buone, buonissime notizie.
Ma, al solito, limitate.
A questo punto credo sia necessario un intervento straordinario.

Caro Babbo Natale, in questo anno ho avuto tante soddisfazioni e gioie. Anche difficoltà, ovviamente, ma alla fine il sorriso ha prevalso. Ed eccomi qua, senza particolari desideri personali. Ho, però, un sacco di richieste collettive. Per adesso mi limito a tre cosucce:


mercoledì 21 novembre 2012

Pari opportunità e baby sitter

Io sono di sinistra e penso che essere di sinistra significhi dare a tutti un’opportunità.
Non livellarli, ma lasciargli scegliere cosa vogliono essere. 
E se non hanno gli strumenti per farlo fornirli.
E’ la mobilità sociale l’indicatore che scelgo: un paese mi piace non quando un uomo riesce partendo dal basso ad arrivare al top, ma quando tutti possono provarci.
Tutti: uomini e donne. 
E senza rinunciare al resto.


Oggi in Italia questo non è possibile.
Come ho detto qualche mese fa ad un’iniziativa della CGIL,


martedì 9 ottobre 2012

Ma cosa ci stai a fare allora? (nel sindacato)

Me lo chiedono in tanti, decisamente in troppi.
Ma se la pensi così perché rimani in Cgil?
E come la penso? Cosa c'è di strano nel pensare di voler aprire una discussione su un modo nuovo di tutelare il lavoro quando le persone sono le stesse ma il mondo è cambiato?
Ah, l'articolo.
Sì, è una storia vecchia, sì, mi ha fatto male. Ma non c'è solo quello.
E non c'è solo ora.

Perché se la rabbia fa bene, la frustrazione no.
Rende soli e io sola non voglio rimanere.
Per formazione, per passione, per bisogno.