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mercoledì 13 marzo 2013

Donne, lavoro, welfare. E un copia incolla

Il dibattito politico spostato su cosa farà Grillo, cosa farà Bersani, cosa farà Napolitano in attesa delle fumate vaticane mi ha un po' stufata.
Così sono pure andata a leggermi i famosi 8 punti. Per scoprire che il punto 2 (lavoro e welfare) non mi convince.

venerdì 28 dicembre 2012

Le agende delle donne (e quella di Monti)

Caro Monti,
queste sono le agende mia e di Valentina.
E' una sorta di tradizione la nostra: ogni dicembre ce la compriamo uguale, così, ovviamente, almeno un paio di volte all'anno le scambiamo e ci ridiamo su.
E' stata Valentina ad inaugurare questo rito: lei aveva appena finito un dottorato con borsa lavorando e scrivendo la tesi di notte, io dovevo concluderlo. Lavorando, anche se un po' meno, ma cercando di conciliare il tutto con una figlia.
Due storie simili, tragicomiche a volte, ma con l'accento sempre sulla seconda parte della parola.

Sa che sfogliando le nostre vecchie moleskine potrebbe avere qualche utile suggerimento?
Provo a spiegarmi.

martedì 9 ottobre 2012

Ma cosa ci stai a fare allora? (nel sindacato)

Me lo chiedono in tanti, decisamente in troppi.
Ma se la pensi così perché rimani in Cgil?
E come la penso? Cosa c'è di strano nel pensare di voler aprire una discussione su un modo nuovo di tutelare il lavoro quando le persone sono le stesse ma il mondo è cambiato?
Ah, l'articolo.
Sì, è una storia vecchia, sì, mi ha fatto male. Ma non c'è solo quello.
E non c'è solo ora.

Perché se la rabbia fa bene, la frustrazione no.
Rende soli e io sola non voglio rimanere.
Per formazione, per passione, per bisogno.


venerdì 30 marzo 2012

Il costo dei figli


Rieccoli, puntuali come zanzare, ad un certo punto i giornali  ritonfano con gli articoli sul costo dei bimbi nel primo anno di vita. Le cifre sparate vanno dai 6000 agli oltre 11000 euro. 

Spero sempre che qualcuno reagisca, fosse anche un editoriale sull’Avvenire.

Come al solito spulciando la tabella della federconsumatori si scoprono cose interessanti come il fatto che il nido non sia conteggiato tra le spese (è in una tabella a parte) mentre lo è il girello. E’ noto che nel 2012 le donne non lavorano e mentre rassettano la casa tengono i figli nel girello a stroncarsi le ginocchia (perché il girello non è granchè indicato per lo sviluppo motorio, ma si sa, vogliam mettere stare vicino a mamma piuttosto che essere abbandonato al nido?)


venerdì 24 febbraio 2012

Il colloquio e l'attesa

Le mamme che "consegnano i bambini al personale di sorveglianza" sono de facto escluse dall’attività genitorial scolastica, che consiste in pettegolezzi vari e informazioni aggiornatissime di prima mano.
Così solo dopo un tempo indefinito veniamo a sapere, a inizio dicembre, che c’è il ricevimento delle maestre.
A differenza del ricevimento del nido, questo è irto di ostacoli da superare: oltre alla conciliazione di orari mamma/babbo (famiglia moderna che ci tiene a rimarcare la mancanza di differenze di genere nell’accudimento pupesco, almeno fino al primo figlio), la povera famigliola deve superare: